La correlazione tra stress ossidativo e infiammazione - NAMED
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La correlazione tra stress ossidativo e le naturali difese



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Tenere sotto controllo lo stress ossidativo, o meglio ancora proteggere il sistema antiossidante, è da considerarsi sempre un imperativo per il benessere dell’organismo, ma lo diventa ancora di più con il naturale avanzare dell’età. La ragione primaria risiede nella forte correlazione che esiste tra stress ossidativo, processi flogistici e funzionalità dell’intero sistema immunitario, nonché nella progressiva perdita di efficienza del nostro organismo nel contrastare lo squilibrio REDOX, un altro termine comunemente utilizzato per indicare lo stress ossidativo.

Il legame tra stress ossidativo e infiammazione è da anni oggetto di studi scientifici ed è ormai noto che, quando l’organismo viene colpito da un’infiammazione (un esempio classico è l’infezione virale), esso attiva una naturale risposta antinfiammatoria con una massiccia produzione di citochine.

Contestualmente, però, questa risposta infiammatoria non si limita a cercare di debellare l’infezione, ma da luogo anche a un’eccessiva produzione di radicali liberi, molecole ossidative che dovranno a loro volta essere eliminate rapidamente perché dannose per l’organismo.

In termini generali e in condizioni normali, i soggetti sani e in buona salute possono contare su un sistema immunitario e un sistema antiossidante in equilibrio, che funzionano correttamente e “operano in tandem” in modo ottimale. Tuttavia, non è sempre così: quando le difese antiossidanti, messe in campo dai sistemi tampone collocati nel nostro intestino, nei reni, nei polmoni, nello stomaco e nel fegato, sono inferiori alla quantità di radicali liberi in circolazione, questi ultimi non potranno essere adeguatamente eliminati dall’organismo e l’intero sistema immunitario subirà un contraccolpo.

Questo scenario diventa progressivamente più probabile nei naturali processi di invecchiamento, che avvengono con l’avanzare dell’età, una condizione che altera sia il numero sia l’efficienza dei globuli bianchi (leucociti) incaricati di contrastare le infezioni.

Si genererà quindi un’iperproduzione di citochine infiammatorie con il conseguente accumulo in tutto l’organismo (dagli organi filtro come la milza e il fegato, fino al sistema nervoso centrale) di radicali liberi che l’organismo non riuscirà a eliminare completamente; ciò determinerà conseguenze negative sul sistema immunitario.

Considerato quindi il fortissimo legame che intercorre tra infiammazione e stress ossidativo, ridurre e controllare il secondo permetterà di gestire e contrastare al meglio le aggressioni all’organismo.

 

Cos’è lo stress ossidativo e come combatterlo

Ma cos’è, esattamente, lo stress ossidativo?

Il termine, introdotto per la prima volta nel 1956, indica un’alterazione dell’equilibrio fisiologico tra la produzione di ROS (radicali liberi) e la capacità di difesa antiossidante dell’organismo; quando l’alterazione è significativa, la produzione di radicali liberi aumenta fino a diventare eccessiva, generando un accumulo che provoca danni a tutte le componenti cellulari – DNA incluso.

È importante chiarire che la produzione di radicali liberi nell’organismo è assolutamente normale; infatti, è un processo fisiologico che avviene a livello cellulare risultato di processi comuni quali la già citata attivazione delle difese immunitarie oppure la risposta enzimatica. In condizioni ottimali, però, la produzione di ROS è modesta o comunque tollerabile per l’organismo, il quale procederà all’inattivazione ed eliminazione dei radicali liberi attraverso sistemi enzimatici (come ad esempio il glutatione) e altri antiossidanti.

Lo stress ossidativo è invece il risultato di una produzione eccessiva di ROS, in quantità tali da diventare ineliminabili per l’organismo e che genereranno, a loro volta, danni cellulari sia reversibili (con ritorno delle cellule danneggiate a uno stato di normalità) che irreversibili (con conseguente apoptosi, ossia la morte delle cellule interessate).

Non a caso, proprio a causa delle conseguenze generate dallo stress ossidativo, questa condizione è associata alla comparsa delle patologie più diverse, da quelle neurodegenerative fino ai tumori.

La presenza di stress ossidativo dovrà essere accertata dallo specialista medico, che suggerirà il trattamento più adeguato per migliorare il benessere psicofisico del paziente. In ogni caso, è fondamentale contrastare questa condizione con uno stile di vita sano, che rappresenta il primo e più importante mezzo di contrasto allo squilibrio REDOX: addio alla sedentarietà eccessiva e largo all’attività fisica praticata regolarmente; stop al consumo di alcol e fumo; spazio alle “strategie” per ridurre lo stress e a un riposo notturno regolare.

Abitudini alimentari corrette sono da considerarsi indispensabili perché aiutano l’organismo a combattere attivamente la proliferazione di radicali liberi. È importante quindi consumare abbondantemente frutta e verdura (in particolare uva nera, mirtilli, avocado, bacche di goji, cavolo verde, carote, pomodori), cereali integrali, oli vegetali ricchi di grassi insaturi e vitamina E, infine superfood come cacao amaro e thè verde.

Un’altra vitamina che gioca un ruolo chiave nel contrasto ai radicali liberi è la A, contenuta in alimenti come aglio, pappa reale e olio di merluzzo, alla quale andranno sommati i carotenoidi (oltre che nelle già citate carote, si trovano in abbondanza nei pomodori, nelle verdure a foglia verde, nelle albicocche e nella zucca), flavonoidi e bioflavonoidi (di cui sono ricchissimi broccoli, frutti di bosco, cipolle, cacao e uva).

Inoltre, nel contrasto allo stress ossidativo possono giocare un ruolo fondamentale anche gli alimenti funzionali, gli integratori (contenenti betacarotene, polifenoli, antociani, vitamina A, C ed E, minerali come selenio, zinco e magnesio, coenzima Q10, glutatione e acidi grassi) e i nutraceutici (si pensi alle catechine del thè verde o alle antocianine del cacao, agli isoflavonoidi della soia e alla quercetina delle cipolle).

 

Stress ossidativo e difese dell’organismo: un aiuto da Immun’Âge - Papaya Fermentata FPP®

I principali sintomi che possono indicare la presenza di stress ossidativo sono diversi e vengono spesso ignorati o trascurati, perché ritenuti di poco conto: sudorazione frequente, difficoltà digestive, emicranie, dolori muscolari.

L’accumulo lento e graduale di ROS, e altre sostanze chimiche nocive, nei tessuti può portare ad un’alterazione del sistema REDOX, specialmente se prolungato nel tempo. Questo può determinare anche alterazioni di tipo metabolico o sviluppo di diversi disturbi e patologie, incrementando anche la possibilità di un invecchiamento precoce della pelle, con comparsa di rughe e assenza di elasticità (secchezza cutanea); fragilità e caduta dei capelli; fino al manifestarsi di patologie autoimmuni o alterazioni osteoarticolari.

L’assunzione di integratori ricchi di sostanze antiossidanti come Immun’Âge - Papaya Fermentata FPP® permette di sostenere le difese endogene e il fisiologico sistema Redox.

La Papaya fermentata è un “superfood” ricchissimo di nutrienti e sostanze funzionali, il cui fitocomplesso favorisce un’azione antiossidante volta a sostenere l’equilibrio REDOX. Il frutto, generalmente, contiene una significativa percentuale di acqua, vitamine A, C, E e K, polifenoli, antiossidanti, magnesio, potassio, rame, acido pantotenico, così come papaina, un enzima proteolitico.

Sottoposta a un particolare processo di bio-fermentazione della durata di almeno dieci mesi, la Papaya utilizzata in Immun’Âge - Papaya Fermentata FPP® è caratterizzata da elevate proprietà immunomodulanti volte a favorire le difese endogene e antiossidanti che supportano le cellule dell’organismo nella difesa e nella neutralizzazione dei radicali liberi.

Puoi scoprire di più sull’efficacia di Immun’Âge - Papaya Fermentata FPP® nel contrasto allo stress ossidativo a questa pagina dedicata.

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