Immunodeficienza da stress: cos’è e come contrastarla
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Immunodeficienza da stress: cos’è?



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Si parla di immunodeficienza da stress quando si verifica un abbassamento delle difese immunitarie dell’organismo a causa di eventi stressanti o condizioni di stress quotidiano che si prolunga nel tempo; questa condizione è abbastanza diffusa e produce conseguenze sia a livello fisico sia a livello psico-emotivo, va pertanto gestita con la dovuta attenzione.

In linea generale, è sempre importante ricordare che lo stress psicofisico non è affatto un alleato del nostro sistema immunitario, in particolare se si prolunga nel tempo (settimane, mesi o peggio ancora anni). Ad avvalorare questa testi, si sono susseguite, nel corso degli anni, numerose ricerche scientifiche che, oltre a indagare le basi biologiche di tale correlazione, si sono prefisse lo scopo di individuare soluzioni per ridurre o contrastare gli effetti dello stress.

 

Che cos’è lo stress psicofisico

Per comprendere in che modo lo stress psicofisico interferisca con l’ottimale funzionalità del nostro sistema immunitario è prima di tutto opportuno ricordare cos’è.

Si definisce stress psicofisico una risposta fisiologica e psicologica a una sovrabbondanza di stimoli che generano uno stato di allerta a livello fisico, cognitivo, emotivo e comportamentale.

Secondo il medico austriaco Hans Selye, che per primo utilizzò il termine “stress” per indicare l’insieme di “tensioni generali” che possono colpire un individuo, è opportuno fare una distinzione tra eustress, ossia lo stress positivo che attiva le energie fisiche e cognitive necessarie a reagire alle difficoltà, e il distress, ovvero lo stato di malessere psicofisico che perdura nel tempo, anche in assenza di sintomi stressogeni.

Va da sé che lo stress potrà, quindi, essere acuto oppure cronico, che tanto più a lungo si protrarrà, maggiori saranno le possibilità che generi alterazioni a livello dell’organismo nel suo complesso, sistema immunitario incluso.

Eventi altamente stressogeni come lutti, divorzi, carichi di lavoro eccessivi o perdita del lavoro, patologie psicofisiche o fattori ambientali, sono alcuni dei principali eventi che possono generare un elevato stato di distress e provocare nella persona una condizione di immunodeficienza da stress.

 

In che modo lo stress influenza il sistema immunitario

La correlazione tra stress cronico e difese immunitarie è da tempo riconosciuta: si tratta di un legame complesso, attualmente ancora oggetto di studio poiché in parte ancora da studiare. Ciò che tuttavia appare evidente è che uno stato di stress, specialmente se di tipo psicologico o emotivo e cronicizzato, può facilmente generare un abbassamento delle naturali difese dell’organismo.

Più nello specifico, gli studi svolti sull’argomento hanno individuato tre aspetti degni di nota: il primo riguarda la correlazione tra stress psicofisico e un ritardo nella produzione di anticorpi, con successiva soppressione dell’attività dei linfociti T; il secondo la più elevata pericolosità dello stress psicologico/emotivo rispetto a quello fisico; il terzo il legame tra isolamento sociale e abbassamento delle difese immunitarie.

È ormai assodato che nell’organismo in condizioni di distress cronico si verifica una progressiva incapacità di difendersi dalle aggressioni esterne potenzialmente nocive.

Questo è il risultato di un’alterazione nel numero e nella tipologia di globuli bianchi e di quella di sostanze difensive come interferone e citochine. Contestualmente, lo stress psicofisico colpisce anche le popolazioni microbiche “alleate” dell’organismo (ad esempio il microbiota orale o quello intestinale), favorendo la proliferazione di flora batterica potenzialmente dannosa perché composta da specie patogene.

Quindi, essere sottoposti a uno stress psicofisico costante può compromettere la capacità del nostro organismo di rispondere adeguatamente alle aggressioni esterne.

Infine, un eccesso di stress può comportare la comparsa anche di sintomi quali: debolezza, stanchezza fisica e mentale, difficoltà di attenzione, disturbi del sonno e della memoria.

La riduzione dello stress passa da molti fattori, a partire da una sua corretta gestione che comporta, essenzialmente, la capacità di ridurre al minimo gli stati di tensione. Il primo passo per raggiungere questo obiettivo consiste nel riconoscere le cause dello stress in modo razionale, analizzarle assieme al contesto in cui esse si manifestano (per esempio l’ambiente domestico oppure quello professionale) e valutare con cura la reazione che esse generano in noi. A partire da questa attenta analisi, sarà possibile individuare possibili “punti di miglioramento” nella gestione dello stress e intervenire con comportamenti volti a contrastarlo, ad esempio adottando tecniche di rilassamento, svolgendo attività fisica, hobby distensivi e naturalmente, laddove necessario, chiedere consiglio del nostro medico di fiducia

 

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